biografia

Emanuele Scuotto

Marano di Napoli, 1978.

Vive e lavora a Napoli.

Il suo percorso artistico personale inizia nel 2019 con Terra mia (Nabi Interior Design, Napoli) e prosegue con Purgatorio (2021, Nabi Interior Design e OFF Gallery, Napoli) e Memorie Ipogee (2023, ARCOS – Museo di Arte Contemporanea Sannio, Benevento), personali a cura di Azzurra Immediato.

Per tre anni consecutivi, dal 2022 al 2024, partecipa alla rassegna artistica Vinarte, a cura di Giuseppe Leone, legata alla nota manifestazione Vinalia di Guardia Sanframondi (BN).

Nel 2023 è tra gli artisti partecipanti ad Onyria 2 (Palazzo Mezzacapo, Maiori) e Presepe contemporaneo (Reggia di Portici), entrambe a cura di Andrea Guastella e Michele Citro. Nell’ottobre dello stesso anno è invitato alla rassegna artistica tifernate Epigraphè, a cura di Giovanna Guariniello, alla quale partecipa con l’installazione Purgatorio allestita presso la Rotonda medievale di Città di Castello (PG).

Anno molto intenso, quello corrente: a febbraio partecipa alla mostra Da Boccioni a Guerriero & Epifanie, a cura di Michele Citro e Andrea Guastella presso Villa Valamarana (VE); a giugno è tra gli artisti invitati alla mostra Labyrinthus, ideata e curata da Andrea Guastella ed allestita nel parco del Castello di Donnafugata (RG). La mostra è un felice connubio tra arte contemporanea e il giardino ottocentesco che la ospita: l’interessante concept propone cinque diverse interpretazioni dei miti dedalici, affidate ad altrettanti scultori e installate a rotazione al centro del labirinto del castello. In questa occasione Scuotto presenta l’opera Minotauro Bambino.

A luglio partecipa a Featuring the Sculpture Habitat, a cura di Studio M’arte e Andrea Guastella, allestita presso l’Acquario Romano – Casa dell’Architettura di Roma ed inserita nel ricco programma della rassegna culturale Acquaria 2024 (a cura dell’OAR).

Ad agosto è tra gli artisti partecipanti alla Biennalina. Dialoghi Spaziali (Palazzo Mezzacapo, Maiori) curata da Michele Citro e successivamente ad Attesa, prima collettiva d’arte contemporanea allestita nei luoghi del presepe vivente di Morcone (BN), a cura di Alba La Marra: la sua opera, Crocifisso, è stata poi installata, in via permanente, nel centro storico del paese.

A dicembre dello stesso anno, presso la OFF Gallery di Napoli, presenta l’opera Il Minotauro Bambino, evento espositivo a cura di Andrea Guastella.

Occorre fare un passo indietro, però, per comprendere al meglio il background e la ricerca artistica di Emanuele Scuotto: diplomatosi al liceo artistico di Napoli, nel 1996 fonda la bottega d’arte La Scarabattola con i fratelli Salvatore e Raffaele: tuttora è uno degli autori del gruppo che, in primis, è impegnato in una rilettura contemporanea del presepe napoletano. Nel corso di più di venticinque anni di attività, le mostre più importanti da ricordare sono: Mostro…il diavolo del 2003, Pulcinella rifavola del 2004 e Il mondo sospeso del 2005, tutte allestite presso la Chiesa di San Severo al Pendino di Napoli. Del 2008 è Personaggi di terroredemoniaci e magico-religiosi della tradizione natalizia meridionale, in collaborazione con Roberto De Simone, inaugurata presso la Reggia di Caserta.

Al 2009 risale SCU8 Maninarte, ospitata nei locali di Castel dell’Ovo, mostra con cui gli Scuotto si misurano con l’arte contemporanea tout court. Nel testo critico che accompagnava la mostra, così scrive Luca Beatrice: “(…) I Fratelli Scuotto si possono allora considerare originali eredi della Transavanguardia, nelle modalità di un amabile virtuosismo manuale e di uno spirito giocoso che si contrappone al rigore minimalista e concettuale dell’Arte Povera. Il loro concettualismo è infatti esplicito e non richiede intermediari critici: la satira sottesa si fa paradosso evidente. Nella loro estrosa poetica si intravede quello spirito da “Commedia all’italiana”, che si identifica con il cinema di Monicelli e di Risi, nel teatro di Goldoni e nella comicità del maestro Totò. (…) L’abilità tecnica poi è carta vincente, perché la cura e la dedizione con cui seguono l’esecuzione di ogni loro lavoro prende le distanze da formule stereotipate di produzione seriale di idee. Se Jeff Koons o Damien Hirst delegano, i Fratelli Scuotto realizzano. Caratteristica preziosa e rara del loro modus operandi è l’artigianalità, infatti, che sottende l’idea e non l’abbandona mai. Gli Scuotto sono moderni cesellatori di manufatti postmoderni realizzati come una volta, nelle antiche botteghe artigiane. Quando l’arte sembrava sopravvalutata dal pensiero piuttosto che dal fare, ecco che il limite tra le due componenti creative si sfuma fino a formulare un’unisona definizione di arte/artigianato: dove finisce l’uno comincia l’altro.”

Sempre del 2009 è la mostra Tradizione in Azione, allestita presso il complesso di San Lorenzo Maggiore (Na). Lo stesso luogo viene scelto per la suggestiva installazione Mondi del 2010. Al 2013 risale l’organizzazione e la partecipazione a Paleocontemporanea, collettiva articolata in un percorso tra antichità ed espressioni artistiche contemporanee, sviluppato tra il Museo Archeologico di Napoli, il Museo e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e le Catacombe di San Gennaro. Nello stesso anno gli Scuotto danno vita alla galleria ESSEARTE, orientata ad una riflessione sull’opera d’arte, in particolare sull’oggetto artistico, e alla promozione dei più giovani; nel 2016 la galleria ospita La terra in una stanza – una wunderkammer per i fratelli SCU8, mostra nata per raccontare i venti anni di attività del gruppo.

Nel 2018 Emanuele e Salvatore, con un’opera a quattro mani, sono tra gli artisti partecipanti a Ceramicsnow! mostra allestita presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza in occasione del sessantesimo anniversario del prestigioso Premio Faenza.

Dal dicembre 2021, nella sagrestia della seicentesca Basilica di Santa Maria della Sanità, è possibile ammirare Il Presepe Favoloso, opera monumentale e permanente realizzata e donata alla città da La Scarabattola: composto da più di cento pastori, il presepe, frutto della ricerca ultraventennale degli Scuotto che, da sempre, riscrivono la tradizione pur se in continuità con lo spirito settecentesco, è una rappresentazione contemporanea capace di fondere, in un’unica messinscena, il presepe aulico con quello popolare. La gestione e la cura dell’opera, che si è aggiunta al patrimonio artistico e culturale del Rione Sanità, è affidata alle Catacombe di Napoli e alla Fondazione di Comunità San Gennaro.